Un sensore al grafene cattura la luce 1.000 meglio
Qualche settimana fa vi ho parlato della rivoluzione promessa dal grafene, un materiale con una struttura in grado di rivoluzionare tantissimi settori come fece la plastica tanti anni fa. Sono certo che se non ci saranno delle applicazioni pratiche di questo materiale, difficilmente riusciremo a comprendere di che tipo di rivoluzione stiamo parlando.
Dal centro di ricerca Nanyang Technological University di Singapore arriva la prima applicazione del grafene che in passato avevamo visto soltanto con dei prototipi di batterie. I ricercatori della NTU, invece, si sono focalizzati sul settore fotografico che di recente, mediante la diffusione e all'abbassamento dei costi per le fotocamere reflex, sta generando molto interesse.
Tutti i fotografi sanno che la luce copre un ruolo essenziale nel settore fotografico. Tant'è vero che l'immagine digitale è in realtà un'impressione sul sensore della fotocamera generata dalla luce proveniente dall'otturazione dell'obiettivo. Questo sensore, che attualmente utilizza la tecnologia CMOS o CCD, è grande qualche centimetro e la sua tecnologia riesce a catturare immagini di qualità.
Il sensore costruito a Singapore, invece, è costruito interamente in grafene e permette di catturare la luce 1000 volte meglio rispetto al sensore attualmente in commercio. Questo significa che utilizzandolo nelle fotocamere sarà possibile catturare le immagini con una qualità molto maggiore.
A questo aggiungiamo un altro dato: il sensore al grafene consuma 10 volte di meno l'energia necessaria per i sensori attuali. Il suo utilizzo, quindi, permetterà di aumentare di molto le autonomie delle batterie delle fotocamere. Ma la storia non si conclude qui.
Costruire un sensore al grafene è anche cinque volte più economico il che permetterà di ridurre i prezzi delle fotocamere che potranno diventare, così, alla portata di tutti. Ora la ricerca dovrà evolversi fino a ad arrivare ad un prodotto commercializzabile.
