Samsung vuole i brevetti per la tecnologia 5G
La diffusione delle reti 4G in Italia è iniziata quest'anno. Una ventina di città, infatti, hanno l'accesso alla rete LTE che permette di navigare ad una velocità massima di 100 Mbps. Un miraggio per il resto della popolazione che dovrebbe sparire tra un paio d'anni.
Entro la fine del 2014, infatti, dovremmo essere in grado di accedere alla banda larga senza fili sulla maggior parte del territorio italiano. A tal proposito sono stati schierati degli investimenti miliardari per diffondere la copertura. Entro i prossimi cinque anni potremmo preferire la rete 4G a quella di casa in termini di velocità.
Tutto questo dovrebbe diventare superato nel 2020. L'Unione Europea, infatti, ha già stanziato 50 milioni di euro per la ricerca sulle reti 5G: una tecnologia che permetterà di navigare a 1 Gbps. In realtà le società che stanno pensando a questo tipo di connessione sono tante, tra cui anche Samsung.
La strategia della società, che attualmente è prima nel mondo per produzione di smartphone, è quella di assicurarsi il maggior numero possibile di brevetti in modo da darli in licenza agli altri produttori e ricavarne denaro. Essendo dei brevetti riferiti ad uno standard che dovrà essere accessibile a tutti, entrerà in atto il sistema FRAND (fair and reasonable terms). Questo dispositivo di sicurezza normativo obbliga le aziende che posseggono brevetti sugli standard a cederli a prezzi ragionevoli: di solito una percentuale che varia tra il 2 e il 4% sul fatturato delle aziende che li utilizzano.
Per arrivare a questa tecnologia, secondo le indiscrezioni, Samsung sta costruendo dei ricevitori formati da 64 antenne in grado di sommare la potenza di download. L'obiettivo sarà costruire un'antenna unica in grado di accorpare la potenza delle 64 antenne.
In base alle prime prove sui prototipi, la società coreana è riuscita a trasmettere sulla frequenza dei 28 Ghz la velocità di download di 1 Gbps. Tecnicamente gli esperimenti dichiarano che questa tecnologia si può costruire. L'obiettivo sarà miniaturizzarla per renderla operativa per gli smartphone. Considerando che mancano 7 anni al 2020 credo ci sia tutto il tempo per costruire l'infrastruttura e testarla.
