Project Loon, Internet ovunque grazie ai palloni di Google
Quanto è importante per voi la connessione Internet? Probabilmente tantissimo, visto che vi informate attraverso le pagine Web. Ma vi ricordate quando avevate tantissime difficoltà ad accedere alla rete? Provengo in un'era in cui si navigava alla velocità massima di 33,6 Kbps. Ben al di sotto delle altissime velocità della rete LTE. Velocità così elevate da far impallidire anche le connessioni ADSL di casa.
Così come l'acqua potabile è portata nella maggior parte delle abitazioni, perché ritenuta una fonte essenziale per la vita, nello stesso modo alcune aziende sono certe che Internet sia altrettanto importante in quanto permette l'accesso all'infrastruttura che permette l'accesso a tantissimi servizi: basti pensare al pagamento on-line dei bollettini, oppure la lettura della posta elettronica o il download dei documenti.
Attualmente, però, Internet serve soltanto un terzo di tutti gli abitanti della Terra. Ci sono ampi margini di crescita considerando che è possibile aggiungere milioni e milioni di persone per una rete ancora più capillare. Per raggiungere questo obiettivo Google ha dato inizio al Project Loon.
Dando seguito ad alcune indiscrezioni nate qualche mese fa, la società di Mountain View sta lavorando per lanciare dei palloni aerostatici in grado di raggiungere l'altezza di 20 km. A quell'altezza i palloni sono al riparo dalle rotte degli aerei e dalle intemperie del meteo. Siccome un flusso d'aria circola in una direzione e un altro flusso nella direzione opposta, Google ha pensato di far spostare i palloni su una stessa area semplicemente facendoli cambiare strada.
Il risultato è la copertura di un'area attraverso questa sorta di satelliti a bassa quota che utilizzano dell'hardware alimentato dai pannelli solari. Tramite questi palloni sarà possibile coprire grandi aree per permettere l'accesso ad Internet alle persone che abitano in quei territori dove il cavo sarebbe impossibile da installare a causa dei costi elevati.
La sperimentazione è già iniziata in Nuova Zelanda con 50 tester. Mediante l'utilizzo di 30 palloni sarà possibile portare la connessione a queste persone che dovranno installare un'antenna speciale fuori la loro abitazioni. Se la sperimentazione avrà successo la copertura sarà estesa in tantissimi altri territori.
Sarebbe un'ottima soluzione anche per eliminare il problema del digital divide in Italia.
