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Pubblicato da Kiro

polytron

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Fino a qualche anno fa i telefoni avevano tre tipi di forme: a conchiglia, a barretta e muniti di meccanismo slide, vale a dire che una parte scivolava su un'altra e nello specifico sulla tastiera. Erano le tre forme più usate nel mercato, basti pensare al modello V3 di Motorola con la forma conchiglia, il Samsung E1110 per la forma a barretta e il Nokia N80 per la forma slide.

Poi uscì l'iPhone nel 2007 e da allora i telefoni ebbero tutti la forma della tavoletta con schermo multitouch. Sono passati oltre sei anni da quel momento. Anni in cui l'industria degli smartphone ha potuto macinare diversi miliardi di euro. Tra qualche anno, però, si arriverà alla saturazione del mercato e bisognerà trovare qualcos'altro di nuovo.

È per questo motivo per cui le aziende stanno investendo molto sulle tecnologie degli schemi flessibili e sui materiali trasparenti. L'obiettivo è creare modelli completamente nuovi che possano attrarre gli utenti e convincerli a cambiare telefono.

La società taiwanese Polytron, per esempio, è convinta che entro la fine di quest'anno riuscirà a mettere in commercio il primo smartphone completamente trasparente. Per dimostrare di non mentire ha mostrato le immagini del prototipo di questo dispositivo.

In realtà non tutti i componenti sono trasparenti: per esempio la scheda logica, la memoria, la fotocamera e alcuni sensori non si possono mimetizzare, almeno per ora. Uno smartphone trasparente con le tecnologie attuali, però, dovrà essere molto semplice e non fornire funzioni avanzate. Questo perché la tecnologia attuale non permette ancora di rendere trasparente buona parte dell'hardware.

La domanda che bisogna porsi al momento è: abbiamo bisogno veramente di uno smartphone trasparente? Cosa può portarci a desiderare di vedere ciò che accade nella parte posteriore? Di certo è utile mentre passeggiamo in modo da vedere ciò che accade quando consultiamo il telefono, oppure può avere un'applicazione più profonda con la realtà aumentata.

Mentre ci chiediamo queste cose la ricerca va avanti e magari, chissà, tra qualche anno ci troveremo tutti a smanettare sul nostro telefono invisibile.

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