Nina e la promessa di usare la voce per accedere ai servizi
Una volta qualcuno disse che il mouse è solo un incidente di percorso. L'umanità, introducendo la tecnologia multitouch, si è disfatta di quell'errore evolutivo. Ovviamente ci sono tante persone che adorano il mouse, ma dal punto di vista dell'interazione con la grafica è più naturale utilizzare le mani che un accessorio che ne rappresenti i movimenti.
In realtà, sotto questo punto di vista, possiamo considerare anche il multitouch un incidente di percorso. Abbiamo la voce, se ci pensiamo, perché mai dovremmo muovere le mani ed effettuare uno sforzo fisico? L'esperienza utente ci insegna che bisogna raggiungere l'obiettivo con il minor numero di passaggi. Eppure ogni giorno schiacciamo decine di tasti per scrivere un testo, cosa che potremmo fare con la voce.
È un processo che è in corso. Sotto i nostri occhi sono nati servizi come Siri per iOS e Google Now per Android. Sono assistenti virtuali che si comandano con la voce, anche se al momento non offrono molta accuratezza. Diventeranno più precisi quando si applicherà con maggiore sapienza la semantica, vale a dire la comprensione del senso del testo e non delle parole prese singolarmente.
È ciò che promette Nina, un nuovo servizio dedicato alle aziende costruito da Nuance. Nina dovrebbe prendere il posto dei comandi a video, in modo da effettuare le operazioni semplicemente chiedendole con la voce. Con questo sistema si potrà, per esempio, accedere al proprio conto corrente con il riconoscimento vocale, spostare una somma di denaro con la voce, chiedere di attivare un servizio e molto altro. Il tutto funziona come se stessimo parlando con una persona in carne ed ossa.
Ognuno vorrebbe un suo assistente virtuale personale che capisca le proprie richieste senza battere ciglio. È un futuro a cui ci stiamo avvicinando anno per anno e che ben presto diventerà realtà.